La mia Storia

Dichiarazione dell’artista Paul Beel 8 Febbraio 2018

Quando frequentavo il secondo anno di scuola dovevamo ritrarre le foto di noi stessi.
Qualcuno si fermò vicino al mio banco di lavoro e disse “wow”.
il banco di quel ragazzino un po’ timido ed introverso , riunì intorno un gruppo di ragazzini, una bambina esclamò : “Tu sei un artista”.
Risposi ,forse per umiltà ; “ No”, ma in fondo a me, sottovoce dissi: “non lo sono ancora”.
Mi sono reso conto di amare l’arte e di crearla con un profondo sentire, verso i vent’anni. Da quel giorno non ho più smesso di fare arte. Sono stato amato ,sono stato anche ferito nel tempo che ho dipinto. Ricordo, che all’università, quando la mia prima ragazza mi lasciò, dipinsi dell’accaduto come per liberarmi da quel dolore, dipingere mi faceva sentire in qualche modo aggrappato alla vita ed a lei. Non è stato dipingere solo una terapia ma era cercare una chiave di comunicazione verso gli altri apportando una ricerca sia tecnica che estetica. Doveva creare e ricercare un estetismo bello ed imperfetto come la vita all’interno della mia opera, quello che tutti abbiamo bisogno di cercarlo in fondo noi nelle nostre singole vite.
Ho sempre dipinto immagini intensamente personali, momenti di vita privata resi pubblicamente attraverso l’opera. Nei miei ultimi vent’anni ho rivisitato un episodio che accadde nella mia infanzia; cinque miei amici mi hanno legato durante la notte cercando di strapparmi i miei abiti . Ero in quel momento terrorizzato, poi è arrivato un mio amico che mi ha slacciato la scarpa, permettendomi di calciare. Non ho mai compreso perché lo facessero . Voltandomi indietro vedo un ombra, quelle che forse hanno tutti, l’ombra della cultura dello stupro.
la pittura può attrarre esser bellezza ma può anche respingere attuando un altro principio non meno distante dalla verità che viviamo.
Ho gettato il mio matrimonio per l’amore per la pittura, ho sacrificato la mia vita personale per lei.
Sono sempre stato in studio, dipingendo in situazioni intime con i miei modelli. Nonostante la mia precedente promessa di essere onesto nel mio lavoro e coerente con una vita personale e matrimonio, il mio essere il vero Paul si era nascosto per far si di vivere tranquillamente con il mio coniuge e la mia autostima è andata perdendosi in realtà si era solo assopita .
Sono fuggito successivamente verso un nuovo amore in Germania.
Ci siamo incontrati durante un inaugurazione, mi ha guardato mentre dipingevo , ci siamo scritti ed allora si è convinta che io potessi essere l’uomo per cui valeva la pena abbandonarsi. Questa volta ero fermamente deciso a non lasciare che la pittura potesse distruggere la mia vita personale e la mia relazione. Sono rimasto a casa la sera terrorizzato dal fatto che la pittura sarebbe finita. ho quasi smesso di fare arte mentre decisi di lavorare in un vigneto. Ero nascosto ma ero impaziente di sentirmi vivo dipingendo.
ora come accade nella vita, la mia relazione potrebbe finire ancora, in buoni termini , ma non mi nasconderò più per la paura.
Continuerò a dipingere e permetterò alla mia luce di risplendere , ricercando l imperfetta e perfetta bellezza in questa vita che ci circonda che esplica la sua duplice valenza terribile e meravigliosa , ma oggi pienamente cosciente che deve esser vissuta per quella che sentiamo di essere e poter donare.